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Una fiction sul tema della Dislessia il 21 febbraio su RaiUno

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Informativa dell'AID (Associazione Italiana Dislessia) che segnala un'occasione per sensibilizzare e promuovere la conoscenza delle problematiche legate ai DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento).
L'informativa riguarda una fiction sul tema della Dislessia, che andrà in onda, in prima serata, lunedì 20 febbraio su RAI 1, tratta da un articolo del Venerdi di Repubblica del 17-02-2012
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È una fiction sul tema ancora misterioso della dislessia, con Guido Caprino, Anita Caprioli, Francesca Inaudi.
S'intitola "A fari spenti nella notte", è prodotta da RaiFiction e andrà in onda in prima serata su RaiUno il 20 febbraio.
Nel 1984, lo sceneggiatore Ugo Pirro scrisse un libro doloroso, Mio figlio non sa leggere, raccontando l'odissea che lui e il figlio Umberto avevano vissuto in
totale solitudine nell'universo di una patologia che spesso non veniva neanche riconosciuta. "Solo in Italia avere un figlio dislessico è una tragedia senza
qualità che si rappresenta davanti all'indifferenza della scuola e delle istituzioni pubbliche" scriveva Pirro.
Oggi è proprio Umberto Mattone, quel figlio dislessico, essere sceneggiatore, insieme alla moglie neurologa Alessandra Murri, del film affidato alla regia di Anna Negri.
"All'epoca, i bambini dislessici venivano considerati semplicemente scemi" dice la Negri. "Eppure una lista incredibile di grandi geni, come per esempioChurchill, ha sofferto di dislessia durante l'infanzia.
Il nostro film parte da un incidente, in seguito al quale il protagonista perde completamente la memoria. Da questo "giallo", la storia procede a ritroso per risalire alla dislessia come causa del comportamento distruttivo di una persona che non ha metabolizzato quel disturbo infantile". Anna Negri ha lavorato a stretto contatto con i protagonisti-sceneggiatori della storia. "Abbiamo parlato a lungo. E Umberto è tornato in quel luogo di disperazione del suo passato. La sua era una famiglia di intellettuali, eppure perfino in un ambiente del genere la presa di coscienza del fatto che Umberto avesse un problema è stata lenta e difficile. Questo viaggio nel trauma lo ha aiutato a fare i conti con il suo passato. Sono felice perché il film gli è piaciuto molto".
di Monica Capuani
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Fonte:  Segreteria Nazionale AID


Last modified 2012-02-21 08:56 AM

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