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Probiotci proteggono gli atleti dai malanni

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O almeno da quelli di stagione

 probiotici possono ridurre le infezioni degli atleti, e in particolare dei corridori sulle lunghe distanze. Uno studio australiano pubblicato dal British Journal of Sports Medicine dimostra che gli atleti che hanno fatto uso di probiotici (un mix di batteri benefici per l'organismo) hanno dimezzato i giorni in cui presentavano tosse e raffreddore, le "malattie professionali" del corridore. Lo studio condotto presso l'Australian Institute of Sport di Canberra si e' concentrato su 20 corridori di alto livello durante il loro programma di allenamenti intensivi in inverno, quando raffreddori e altre infezioni respiratorie possono essere dirompenti. Nel corso dei quattro mesi i 20 atleti, divisi in due gruppi, hanno ricevuto due cicli mensili di pillole, una con il batterio Lactobacillus fermentum, l'altra senza principi attivi. Poi sono stati monitorati nei giorni in cui presentavano tosse e raffreddore. Confrontando i dati dei due gruppi, e' emerso che chi prendeva le pillole "virtuali" ha avuto sintomi di infezioni per un totale di 72 giorni, mentre chi assumeva probiotici e' stato ammalato solo 30 giorni. Gli esami del sangue prelevato dagli atleti hanno trovato raddoppiato il livello di interferone gamma, una sostanza chimica coinvolta nel sistema immunitario, un segno che dimostrerebbe l'efficacia dei probiotici nell'aiutare l'organismo a proteggere se stesso. Un risultato rilevante, che tuttavia va ancora dimostrato sui grandi numeri, e soprattutto in persone con uno stile di vita normale e non atleti. "Il fitness, gli stili di vita, le diete alimentari dei corridori di lunga distanza - fa notare Jeremy Nicholson, dell'Imperial College di Londra - rischiano di essere sostanzialmente diversi da quelli della popolazione generale, e sappiamo da altri lavori che le persone con un basso indice di massa corporea (BMI) hanno una microflora molto diversa da quelli con un indice alto. Le conclusioni tratte da un test su una parte di popolazione fisiologicamente e microbiologicamente separata dal resto - ammette - potrebbe non essere applicabile alla popolazione generale, che purtroppo ha un'alimentazione sbilanciata, come buona parte di noi".

Tratto da: AGI - Agenzia Giornalistica Italia


Last modified 2008-02-18 09:04 AM

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