Tv diseducativa: a rischio la salute dei nostri ragazzi
Tv cattiva maestra e alleata dell'epidemia di chili di troppo? Non solo. Secondo un gruppo di italiani, fra cui genitori e psicoterpeuti, la "pessima televisione italiana fa male alla salute e alla psiche, soprattutto a quella di giovani e giovanissimi". A bocciare senza appello il piccolo schermo sono i promotori del Movimento per la tv di qualità e l'informazione dal basso, che auspica l'avvento della web tv anche in Italia per voltare pagina nella programmazione televisiva, ritenuta ''troppo povera di contenuti e diseducativa". Battezzata 'vogliamo la web tv' (www.vogliamolawebtv.it) l'associazione no-profit ideata dal giornalista Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza onlus, si batte per una tv più educativa per le nuove generazioni. L'iniziativa sarà presentata il 15 maggio a Milano, a 'Media 2.0', la fiera delle aziende e degli operatori che guardano al futuro della nuova comunicazione on line.
"Su questo sito - anticipa Di Frenna all'ADNKRONOS SALUTE - gli italiani possono finalmente spiegare perché sono stufi della pessima televisione italiana. Genitori, insegnanti, imprenditori, psicologi, medici, giornalisti e tanti altri chiedono a gran voce una tv più intelligente. Perché non se ne può più - sbotta - di quiz a tutte le ore, reality, storie strappalacrime, tette, litigi e aggressioni in diretta. Siamo convinti che la web tv possa essere un'alternativa valida: prodotta dal basso, con pochi capitali e senza concessioni televisive". A stigmatizzare sul web la "pessima tv italiana" è anche la psicoterapeuta di Roma Nunzia Fasano, presidente della cooperativa Coinema. Che mette in guardia i genitori: "Vorrei evidenziare il rischio che questa televisione ha per la salute psicologica di tutti noi, soprattutto dei giovani. Del resto altri colleghi lo hanno già messo in risalto.
I modelli diseducativi e i metamessaggi nascosti nelle trasmissioni sono un pessimo cibo per la psiche e l'anima". Sul sito sono già state raccolte adesioni e interviste, ma anche videotestomonianze. Come quella di Elena Carone, madre di due figli, insegnante e assessore alla Cultura del Comune di Bracciano. "I nostri figli - dice - sono sottoposti quotidianamente a un bombardamento di messaggi che inducono a un consumo materiale di beni, ma soprattutto di notizie, informazioni, con una velocità a volte insostenibile. Bisogna rivedere questo modello e aprire una riflessione sulla capacità di analizzare tutto ciò che ci viene propinato dai mass media e dalle televisioni". Fornire ai nostri giovani la possibilità di "creare la propria informazione attraverso la web tv", come accade all'estero, "è sicuramente un obiettivo e un percorso positivo", dice la Carone.
"La libertà delle idee e d'informazione può circolare ormai solo attraverso la Rete", scrive Alfredo Rocca, musicista. Adesioni sono arrivate anche dal mondo dell'impresa. "L'avvento della web tv trasformerà il concetto stesso di televisione in Italia. Potremo vedere ciò che vogliamo, dove e quando lo vogliamo - spiega Gianluigi Ferri, ceo di Wireless, società che organizza Media 2.0 in collaborazione con Assoepo - Con video brevi, interessanti, scelti e prodotti dall'utente". "C'è una richiesta di un cambiamento profondo. La voglia di novità si legge soprattutto nei ragazzi, che si rivolgono in larga misura a Internet come mezzo d'informazione. Come imprenditore, la web tv mi permette di veicolare contenuti di segmento, orientati a un pubblico mirato. E per la prima volta tutto questo si può fare con ridotti investimenti economici", gli fa eco Emiliano Delicati, amministratore di Pierre Communication. Di Frenna presenterà il progetto in un ciclo di conferenze nelle biblioteche e nelle scuole, coinvolgendo soprattutto genitori, insegnanti ed educatori.
Tratto da: ADN Kronos
Last modified 2008-05-06 07:16 AM
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